B Bordoni

Holding Spaces - Pirate Garden

Turin


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Holding Spaces – Pirate Garden is a participatory project by B Bordoni that uses gardening, self-construction, and the creation of alternative imaginaries as artistic and political practices to activate the connective tissue of a neighborhood that already resists imposed narratives centered on decay and petty crime. Starting from listening to existing local realities—associations working on youth inclusion and poverty alleviation, cultural spaces and social farming initiatives, families, and adolescents—the project creates opportunities for gathering, exchanging situated knowledge, and improving local infrastructure through learning-by-doing processes. Holding Spaces takes shape as a practice of resistance against current policies of colonization and repression of the imagination.

The first intervention was the collective construction of a garden-boat in the spaces of AgroBarriera, carried out between March and April 2026 in the Barriera di Milano district of Turin. Volunteers, farmers, craftspeople, families, and neighborhood associations were brought together to design and build a shared object that became a common good, bringing diverse subjectivities into a process of collective intelligence and memory.

The actions of Holding Spaces are inspired and guided by Pour une écologie pirate (For a Pirate Ecology) by Fatima Ouassak, a decolonial critique of environmental movements that separate ecological struggle from territorial justice. The boat is not an artwork to be contemplated, but a space to be inhabited through pirate practices of mutual aid and solidarity.

Beginning in the summer of 2026, the project will also activate a workshop led by L’Erbavoglio for pre-adolescents participating in the summer program of the Asai association. Foraging practices, botanical walks, and speculative imagination games are interwoven with the political reflections of Octavia Butler, Gaia Vince, and Ouassak herself—offering tools to read the present and imagine possible futures through a critical and situated lens.

Holding Spaces - Pirate Garden è un progetto partecipativo di B Bordoni che usa il giardinaggio, l'autocostruzione e la creazione di immaginari alternativi come pratiche artistiche e politiche per attivare il tessuto connettivo di un quartiere che già resiste alle narrazioni imposte incentrate su degrado e microcriminalità. A partire dall’ascolto delle realtà esistenti — associazioni che si occupano di inclusione giovanile e contrasto alla povertà, spazi culturali e di agricoltura sociale, famiglie e adolescenti — crea momenti di incontro, scambio di saperi situati e miglioramento infrastrutturale attraverso processi di learning by doing. Holding spaces si configura come una pratica di resistenza alle attuali politiche di colonizzazione e repressione dell’immaginario.

Il primo intervento è stato la costruzione collettiva di una barca-giardino negli spazi di AgroBarriera, che si è svolto tra marzo e aprile 2026 in Barriera di Milano. Volontari, contadini, artigiani, famiglie e associazioni di quartiere sono stati chiamati a raccolta per progettare e costruire insieme un oggetto diventato bene comune che ha riunito soggettività diverse all'interno di un processo di intelligenza e memoria collettiva.

A muovere e ispirare le azioni di Holding Spaces è Per un'ecologia pirata di Fatima Ouassak, critica decoloniale ai movimenti ambientalisti che separano lotta ecologica da giustizia territoriale. La barca non è un'opera da contemplare ma un presidio da abitare attraverso le buone pratiche pirata di mutualismo e solidarietà.

A partire dall'estate 2026, verrà inoltre attivato dal laboratorio L'Erbavoglio, dedicato a preadolescenti che partecipano al centro estivo dell’associazione Asai. Pratiche di foraging, passeggiate botaniche e giochi di speculazione immaginativa si intrecciano con le riflessioni politiche di Octavia Butler, Gaia Vince e della stessa Ouassak — strumenti per leggere il presente e immaginare futuri possibili con sguardo critico e situato.