Aterraterra
Public Program19 September 2026
Turin
12.00 - 21.30
Il progetto Ecologie Post Agricole di Aterraterra con Almanac prosegue a Torino attraverso una ricerca sulle trasformazioni delle piante, dei loro ambienti e delle relazioni che si instaurano tra specie diverse dentro e fuori i contesti agricoli.
A Torino, i semi dei pomodori post-varietali provenienti dalla prima generazione cresciuta l’anno scorso in Sicilia sono stati piantati per la prima volta in contesti di coltivazione reali, coinvolgendo le ortolane di Agrobarriera, progetto di comunità nel quartiere Barriera di Milano. Qui è stato attivato anche l’orto di Almanac, integrando la pratica della coltivazione, della cura del suolo e della produzione di cibo nella sfera dell’attività dell’istituzione.
I pomodori post-varietali stanno fruttificando e mostrano una grande diversità morfologica, come nelle attese. Insieme ad Aterraterra, le ortolane hanno inoltre condotto una sessione di ibridazione manuale che ha spinto ulteriormente verso una destabilizzazione dei tratti delle diverse varietà. I risultati di questo processo saranno osservabili nella terza generazione post-varietale, prevista per il prossimo anno.
Piantine di pomodori sono state distribuite anche alle ortolanə di Orti Generali, al confine sud della città, nel quartiere Mirafiori, in un contesto periurbano caratterizzato dalla presenza di aree non coltivate e dalla vicinanza del fiume Sangone.
Le fasi più recenti della ricerca si stanno concentrando proprio sulle relazioni tra diversi organismi che si instaurano ai margini e al di fuori delle aree di coltivazione. A partire dall’osservazione di popolazioni di pomodori che crescono spontaneamente in aree riparie, canali di scolo e altre aree umide urbane, la ricerca approfondisce le condizioni in cui il pomodoro può crescere al di fuori dei contesti di coltivazione.
Ciò che sinora sappiamo è che questi spostamenti avvengono attraverso azioni umane involontarie, che disperdono i semi, e attraverso le acque che li trasportano, ma anche attraverso gli animali. Alcune specie di uccelli, per esempio, possono cibarsi di pomodori e disperderne i semi. La ricerca, in collaborazione con ornitologi, sta approfondendo questa dinamica interspecie e il ruolo degli uccelli nella diffusione delle piante.
In questa prospettiva, l’azione umana si sta orientando verso esperimenti volti ad attivare relazioni interspecie e forme di co-coltivazione. Si intende infatti realizzare una scultura-dispositivo in prossimità di una comunità di pomodori post-varietali, capace di sostenere e moltiplicare l’attività di diffusione dei loro semi da parte degli uccelli. Il dispositivo non ha lo scopo di controllarne la dispersione, ma di tentare una forma di coltivazione in collaborazione con gli uccelli e i pomodori.
La possibile diffusione di piante di pomodori co-coltivati in diverse aree urbane e periurbane umide potrà rappresentare una nuova fonte di cibo per uccelli, altri esseri viventi e anche per gli stessi umani, aprendo uno spazio di edibilità condivisa post-agricola che si integrerà con le piante selvatiche commestibili già presenti. Il pomodoro diventerebbe così una pianta in continua transizione genetica, relazionale e spaziale, legata a una diversa relazione con gli umani e soggetta a infiniti movimenti e successive ibridazioni con le innumerevoli varietà che popolano questi contesti.
Public Program
19 settembre 2026, a Orti Generali, la prima giornata di public program approfondirà le relazioni multispecie e il ruolo degli uccelli nei processi di coltivazione e dispersione dei semi, attraverso pratiche di osservazione, ascolto, ricerca, alimentazione e performance.
12.00–17.30 — OUR FEATHERS WISH ALOUD workshop a cura di Falive
Our Feathers Wish Aloud esplora, attraverso pratiche somatiche, sonore e improvvisative, cosa possiamo imparare dagli uccelli su piacere, cura e desiderio. Un’esperienza collettiva tra corpo, ascolto e immaginazione, per ripensare le relazioni tra specie.
16.00–18.00 — BIRDWATCHING con Gianluca Simonetta
Un’uscita sul campo tra birdwatching ed ecologia per osservare da vicino gli uccelli nel loro ambiente e scoprirne la biologia. Attraverso l’osservazione diretta ne approfondiremo le caratteristiche, focalizzandoci sul loro ruolo chiave come disseminatori e custodi della biodiversità vegetale.
18.30 — FOOD PERFORMANCE a cura di Aterraterra
La food performance invita a scoprire, attraverso l’assaggio collettivo, le relazioni interspecie, i metabolismi e i movimenti delle piante che crescono lungo il fiume Sangone. Aperto al pubblico!
19.30–21.00 — IMPROVVISAZIONI a cura di Falive
Restituzione pubblica del percorso svolto durante il workshop: attraverso l’improvvisazione, il gruppo costruisce una performance collettiva tra ascolto, gioco e immaginazione. Aperto al pubblico!
Per la partecipazione al workshop e al birdwatching è obbligatoria l’iscrizione ai link sopra indicati.
Le attività dalle 18.30 sono aperte al pubblico.